Riflessioni sull'auto elettrica

Aperto da mauring, Maggio 31, 2019, 08:52:43

Phormula

La Golf ferma sotto il sole con il clima a palla assorbe 3,5 kW/h, non oso pensare un autobus.
Le opinioni altrui sono come i pareri sulle mutande. Puoi sentirne quanti ne vuoi, ma è quando ci metti dentro le chiappe che scopri se ti vanno bene o no.

DoguiPlus

bah la mia soffre molto di più il freddo che il caldo, per dire a giugno in media su 3000km stò consumando esattamente (anzi un filo meno) che a maggio.
Ma rispetto a febbraio è un buon 15% in meno....

Bisogna vedere se il gioralista ha scritto giusto, magari il problema nasce dal fatto che col caldo caricano più lentamente.

mauring

E poi pretendiamo che tutti ricarichino l'auto elettrica a casa, ahahah.
Fuochi d'artificio ogni giorno.  ;D

DoguiPlus

infatti bisognerebbe usare le batterie delle auto per stabilizzare la rete

alura

Citazione di: DoguiPlus il Giugno 26, 2026, 11:34:07infatti bisognerebbe usare le batterie delle auto per stabilizzare la rete

E chi paga per il servizio?

Qui è come la tari, sempre piu' una rottura di cazzo per l'utente e sempre piu' costosa.
Kia Sorento = Oso nei Kart


mauring


MRC


Losna

Citazione di: MRC il Oggi alle 10:20:28che mondo di merda

La merda è, fra le altre cose, immaginare, pensare e progettare pagamenti con i QR code e tutte quelle cagate lì.  Si fa più in fretta a tirar fuori una carta e digitare un pin che ad aprire il banking online e inquadrare un QRCode, ma evidentemente non è più figo girare con la carta

Phormula

Quella dei QR code è una delle truffe più diffuse, la fanno anche nei distributori automatici, l'auto elettrica c'entra poco.

Invece ho trovato molto intelligente l'editoriale di Pellegrini sull'ultimo numero di Ruoteclassiche. Traccia un paragone tra le utilitarie degli anni '60 e '70 e l'auto elettrica di oggi. Il succo del discorso è: l'utilitaria degli anni '60 era piccola e scomoda ma era una conquista di mobilità individuale. La potevi acquistare, da oggetto per ricchi l'automobile diventava alla portata di tutti, e una volta acquistata potevi andare ovunque. Scomodamente, non era come viaggiare su una grossa berlina, ma ci potevi attraversare l'Italia. Ricordo il mio vicino, impiegato alle poste, che tornava al paese, viaggio di 1000 km con la 500 prima e la 127 dopo. Oggi, la mobilità elettrica di lungo raggio è appannaggio di chi può permettersi vetture di un certo livello, che ti danno 3-400 km reali di autonomia in autostrada. L'utilitaria elettrica "popolare", sotto i 30 mila Euro è una vettura per forza di cose con una batteria piccola, che, a meno che non sia una seconda macchina, impone un sacrificio in termini di autonomia che rende molto difficili i viaggi che si facevano con le utilitarie di una volta. Certo, viaggi più comodo, ma se per fare un viaggio di 100 km devi ricaricare 5-6 volte, diventa una impresa. Di fatto l'utilitaria elettrica popolare, ti vincola nel raggio di qualche centinaio di km, dove te la cavi con una ricarica intermedia.
Le opinioni altrui sono come i pareri sulle mutande. Puoi sentirne quanti ne vuoi, ma è quando ci metti dentro le chiappe che scopri se ti vanno bene o no.

oscar

ma grazie al menga! La utilitaria di una volta la compravano perchè serviva! Nessuno ti obbligava a comprarla e neppure ti dava gli incentivi mi pare.
Se non avesse funzionato il cliente l'avrebbe sfanculata. Ben prima degli anni '50 io direi che la Ford T fu un esempio lampante.
In europa per dire la fiat topolino o roba del genere erano ancora prodotti acerbi, forse la Opel P4 funzionava meglio ed iniziò a vendere bene anche prima della guerra, andavi piano ma arrivavi ovunque.
Infatti prodotti come le microcar fallirono.

Oggi le microcar elettriche o anche la dacia spring sono prodotti scadenti perchè riescono a vendere solo per via delle distorsioni create dalle leggi. Altrimenti sul libero mercato nessuno le preferirebbe alle versioni a benzina
il mio sogno è sempre stato correre più veloce di tutti,
più veloce del tempo stesso
   
                                                 A. Senna