A parte il fatto che probabilmente la guerra con l'Iran ha portato ad una riduzione delle emissioni grazie alle decine di migliaia di voli annullati, il punto è un altro e lo riassume bene Cazzullo sul CdS
no, l'aria condizionata non è né di destra né di sinistra. Ma la nuova destra sovranista e populista nega non si sa perché il cambio climatico. E lo fa in tutti i Paesi. In Italia, dove i giornali governativi sono accanitamente anti Green. In Francia, nel Regno Unito, negli Usa: Trump è uscito dagli accordi di Parigi nel 2016, e ne è uscito di nuovo quando ha rivinto le elezioni, dopo che Biden vi era rientrato. Questa è una cosa che non cesserà mai di stupirmi: perché mai salvare la natura, conservare l'ambiente, adempiere per chi è religioso al dovere che Dio ha assegnato all'uomo — custodire il creato — sia una cosa di sinistra mi sfugge totalmente. Certo, so bene che il Green può anche diventare un'ideologia, che rischia di danneggiare l'industria europea. Ma come non vedere che l'emergenza ci riguarda tutti, che ogni estate si battono i record di caldo, che le lunghe, lente estati della nostra giovinezza non esistono più, e gli acquazzoni che un tempo attendevamo quasi con ansia a Ferragosto imperversano ormai anche a giugno? È vero che nessuno da solo può fare nulla; tutti insieme possiamo ancora fare moltissimo. In realtà l'uomo ha imboccato il percorso del gambero. I protocolli di Kyoto erano obbligatori. Gli accordi di Parigi erano facoltativi. Ora non si discute più su come arginare il cambio climatico, ma su come adattarvisi. Come se la lotta al cambio climatico fosse o un'ubbia ideologica, o una battaglia già perduta in partenza. Ci stiamo disinteressando ai nostri figli e ai nostri nipoti. Alla sopravvivenza non tanto della terra, che sopravviverà benissimo anche senza noi, quanto della nostra stessa specie. Comunque, accendiamo pure l'aria condizionata; ci sarà refrigerio, ma alla lunga non ci salverà.
no, l'aria condizionata non è né di destra né di sinistra. Ma la nuova destra sovranista e populista nega non si sa perché il cambio climatico. E lo fa in tutti i Paesi. In Italia, dove i giornali governativi sono accanitamente anti Green. In Francia, nel Regno Unito, negli Usa: Trump è uscito dagli accordi di Parigi nel 2016, e ne è uscito di nuovo quando ha rivinto le elezioni, dopo che Biden vi era rientrato. Questa è una cosa che non cesserà mai di stupirmi: perché mai salvare la natura, conservare l'ambiente, adempiere per chi è religioso al dovere che Dio ha assegnato all'uomo — custodire il creato — sia una cosa di sinistra mi sfugge totalmente. Certo, so bene che il Green può anche diventare un'ideologia, che rischia di danneggiare l'industria europea. Ma come non vedere che l'emergenza ci riguarda tutti, che ogni estate si battono i record di caldo, che le lunghe, lente estati della nostra giovinezza non esistono più, e gli acquazzoni che un tempo attendevamo quasi con ansia a Ferragosto imperversano ormai anche a giugno? È vero che nessuno da solo può fare nulla; tutti insieme possiamo ancora fare moltissimo. In realtà l'uomo ha imboccato il percorso del gambero. I protocolli di Kyoto erano obbligatori. Gli accordi di Parigi erano facoltativi. Ora non si discute più su come arginare il cambio climatico, ma su come adattarvisi. Come se la lotta al cambio climatico fosse o un'ubbia ideologica, o una battaglia già perduta in partenza. Ci stiamo disinteressando ai nostri figli e ai nostri nipoti. Alla sopravvivenza non tanto della terra, che sopravviverà benissimo anche senza noi, quanto della nostra stessa specie. Comunque, accendiamo pure l'aria condizionata; ci sarà refrigerio, ma alla lunga non ci salverà.