Barcellona - Dakar: parliamone

Aperto da mtbsport, Gennaio 07, 2005, 09:36:30

mtbsport

Un complimento per il servizio che ieri SportItalia e Rete4 hanno fatto su Meoni, senza parole.....


La cosa più toccante è stata vedere i compagni d'avventura che si sono fermati per dargli soccorso, e vederli a fine tappa disperati.

Cmq Complimenti alla Pilotessa della VW che ieri ha vinto una delle tappe più dure, rimane cmq 1ora staccata dalle Mitsu.
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mtbsport

La cosa un po' brutta è che l'altro giorno è morto un corridore e nessuno ha detto un cavolo, oggi la Dakar per meoni si è fermata........la legge del più bravo?


Dakar, omaggio a Meoni
oggi le moto non corrono

 
Piloti in lacrime
per la morte di Meoni
 
KIFFA (MAURITANIA) - I motociclisti della Dakar hanno deciso di annullare la tappa odierna, da Kiffa e Bamako, in omaggio al pilota italiano Fabrizio Meoni, morto ieri durante la gara. Le moto e saranno portate a Bamako in aereo, mentre le auto e i camion gareggeranno regolarmente, ma con un foulard nero in segno di lutto.

I partecipanti della categoria moto hanno deciso che era impossibile fare finta di niente e continuare a gareggiare dopo che due motociclisti sono morti in due giorni. Prima di Meoni, un incidente aveva ucciso lo spagnolo Jose Manuel Perez. La tappa successiva si era svolta regolarmente e la moto del pilota spagnolo era stata simbolicamente condotta al traguardo dal suo meccanico.

Meoni è caduto al chilometro 184 della tappa tra Atar e Kiffa. La dinamica dell'incidente non è ancora chiara. In un primo momento, si era parlato di arresto cardiaco. In seguito, è stato accertato che il pilota si è rotto l'osso del collo nella caduta, morendo sul colpo. Al momento dell'incidente Meoni, che aveva vinto la Dakar due volte, nel 2001 e nel 2002, era secondo in classifica generale, staccato di 9 minuti dal compagno di squadra della Ktm, Cyril Desprès. Appresa la notizia della morte di Meoni, il pilota francese è crollato in ginocchio, in lacrime. Un altro compagno di squadra e rivale storico di Meoni, il tre volte vincitore della Dakar Richard Sainct, era morto a settembre durante il Rally dei Faraoni.

Un evento che aveva segnato profondamente il pilota italiano e che aveva avuto un ruolo rilevante nella sua decisione di abbandonare la Dakar alla fine di questa edizione: "La cosa che faccio fatica ad accettare", aveva dichiarato Meoni, "non è tanto la sua morte, quanto che la sua famiglia sia rimasta sola. Ho 47 anni, ho avuto tanto, e ora voglio stare a casa ad annoiarmi". Saputo della morte di Meoni, la vedova di Sainct, Pascale, ha preso un aereo ed è venuta in Italia per stare vicina a Elena, la moglie di Fabrizio.


La salma di Meoni è giunta nel pomeriggio all'aeroporto romano di Fiumicino, per essere poi trasferita a Castiglion Fiorentino.

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Homer

Chi si ricorda di Ratzenberger? E' normale dai...
Giorgio (TO, 48, 110, 75, 150)
   Opel Mokka 1.5D Elegance 2022
   Suzuki Vitara 1.6 HT 1989
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&re@

Sì, purtroppo è sempre così.
Se ci pensi, anche al TG se muore un qualunque uomo di spettacolo ti fanno duecento servizi, è la legge del più famoso.

Un po' di rispetto e considerazione in più, però, io me li aspetterei da una competizione sportiva.

mtbsport

Citazione di: &re@ il Gennaio 12, 2005, 16:10:46

Un po' di rispetto e considerazione in più, però, io me li aspetterei da una competizione sportiva.

Infatti!
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Claudio53

Citazione di: mtbsport il Gennaio 12, 2005, 16:11:48


Infatti!

Il fatto che fosse il secondo in pochi giorni ha avuto il suo effetto aggiuntivo, oltre alla notorietà di Meoni.

baranzo

Citazione di: mtbsport il Gennaio 12, 2005, 16:05:52
La cosa un po' brutta è che l'altro giorno è morto un corridore e nessuno ha detto un cavolo, oggi la Dakar per meoni si è fermata........la legge del più bravo?


le gare come la dakar non sono paragonabili alle altre gare, i concorrenti mangiano allo stesso tavolo, dormono sotto le stesse tende e durante la corsa il tuo rivale può diventare il tuo unico aiuto. Fabrizio Meoni era una leggenda della dakar, aveva corso la sua prima gara nel '90 e da allora aveva condiviso la sua vita con quella degli altri concorrenti, non solo alla dakar ma in tutti i rally marathon che si corrono nel mondo. per la maggior parte dei partecipanti era un amico, un maestro e un modello da imitare. è questo che ha portato i motociclisti a prendersi un giorno di pausa, il fatto che i sentimenti che provano per Meoni vanno oltre a quelli tra rivali o compagni di gara ma toccano la sfera umana.
"La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza." (G. Orwell, 1984)

Homer

Dimmi Andrea se per te sarebbe uguale se morisse un tuo amico o una persona a te vicina (tié tié tié tié ovviamente) oppure uno che hai visto una volta per strada...dai...è umano...
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Citazione di: Homer il Gennaio 12, 2005, 16:19:00
Dimmi Andrea se per te sarebbe uguale se morisse un tuo amico o una persona a te vicina (tié tié tié tié ovviamente) oppure uno che hai visto una volta per strada...dai...è umano...

E umano ... ma ingiusto
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&re@

#54
Certo, è umano essere dispiaciuti più per la persona vicina che per il quasi-estraneo.
Però, il gesto di fermare una tappa della corsa esula dal dispiacere personale, è un tributo al concorrente defunto. Per questo, io metterei tutti sullo stesso piano.
Quantomeno, se fossi stato nella direzione-gara avrei dichiarato che lo stop era deciso in onore di entrambi i piloti.

mtbsport

Citazione di: &re@ il Gennaio 12, 2005, 16:22:45
Certo, è umano essere dispiaciuti più per la persona vicina che per il quasi-estraneo.
Però, il gesto di fermare una tappa della corsa esula dal dispiacere personale, è un tributo al concorrente defunto. Per questo, io metterei tutti sullo stesso piano.
Quantomeno, se fossi stato nella direzione-gara avrei dichiarato che lo stop era deciso in onore di entrambi i piloti.

Nello sport secondo me non ci devono essere distinzioni, sopratutto nella Dakar dove anche l'ultimo ha fatto dei sacrifici enormi per parteciparvi
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Homer

Citazione di: &re@ il Gennaio 12, 2005, 16:22:45
Certo, è umano essere dispiaciuti più per la persona vicina che per il quasi-estraneo.
Però, il gesto di fermare una tappa della corsa esula dal dispiacere personale, è un tributo al concorrente defunto. Per questo, io metterei tutti sullo stesso piano.
Quantomeno, se fossi stato nella direzione-gara avrei dichiarato che lo stop era deciso in onore di entrambi i piloti.

la scelta a quanto pare è stata dei piloti, non della direzione gara...avrebbe avuto un sapore di "contentino" e di presa per il culo dedicarla a tutti e due quando per tutti era ovvio che in realtà la causa scatenante è stata la morte di Meoni e non dell'altro...
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&re@

Vabbé... è vero anche questo...
Amen, inutile polemizzare. :(