Riflessioni sull'auto elettrica

Aperto da mauring, Maggio 31, 2019, 08:52:43

ChS

Citazione di: Losna il Ieri alle 16:49:00Scenari
Prezzi alti, troppe scelte, troppa tecnologia: cosa ci dicono gli italiani sulla difficoltà di scegliere un'auto
Listini fuori scala e complessità digitale frenano il mercato: è quanto emerge dal nostro sondaggio. E c'è anche tanta voglia di vivere le quattro ruote con passione

di Mirco Magni | disegni di Matteo Riva | 31/03/2026
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C'è un paradosso sottile che attraversa i pensieri (e i garage) degli italiani: non siamo mai stati circondati da così tanta tecnologia, eppure non ci siamo mai sentiti così smarriti. Se un tempo scegliere un'auto era un rito di passaggio, oggi somiglia pericolosamente a un'intricatissima equazione di terzo grado. È quanto emerge, con la forza di una verità non più trascurabile, dal sondaggio lanciato dall'editoriale di gennaio, a cui hanno partecipato oltre 5.500 automobilisti. La notizia, nuda e cruda, è che il 71% dei partecipanti trova la scelta di una nuova vettura "complicata", se non addirittura estenuante. Non è una crisi di desiderio, ma di orientamento: tra listini complessi e una selva di tipologie motoristiche, l'automobilista contemporaneo si sente un naufrago in un mare di sigle (e schermi).

LA BARRIERA DEL VALORE
Il primo, invalicabile scoglio è economico. Non è soltanto una mera questione di budget, ma di percezione del valore. Per il 72% dei partecipanti, i prezzi attuali sono semplicemente fuori scala rispetto a ciò che le auto offrono realmente. Questo squilibrio ha generato una fase di stagnazione: il 76% degli automobilisti non prevede di cambiare vettura a breve e, nel 32% dei casi, non sa proprio quando potrà permetterselo. La richiesta che sale dalle piazze virtuali è una sola: auto "oneste", concrete, che non sacrifichino la sostanza sull'altare di gadget spesso superflui. E qui arriviamo a uno dei trend più sorprendenti: il rigetto della complessità digitale. Circa il 35% dei partecipanti lamenta la mancanza di auto semplici, con meno schermi e meno complicazioni. Non si tratta di nostalgia luddista, ma di una vera e propria "fatica cognitiva". Gli italiani vogliono una vettura facile da usare: l'auto deve restare un mezzo che serve l'uomo, non un device che richiede una serie di passaggi intricati per regolare il clima.

Nonostante questo desiderio di semplificazione, la passione non si è affffatto spenta. Al contrario, la razionalità convive felicemente con l'emozione: il 43% degli automobilisti mette ancora al primo posto aspetti come il piacere di guida o il design. Servono auto che sappiano emozionare, purché affidabili e dal prezzo accessibile.

Sul fronte delle alimentazioni, la prudenza regna sovrana. Benché il diesel resti la motorizzazione più diffusa tra i partecipanti al sondaggio (36%, seguito da benzina al 31%), il futuro resta un'incognita con cui ci si confronta con cautela. La paura di scegliere la tecnologia "sbagliata" frena il 25,5% degli acquirenti. L'apertura verso l'elettrico esiste, ma è condizionata: il 39% cambierebbe tecnologia soltanto di fronte a un vantaggio economico comprovato. È interessante notare come chi ha già fatto il salto verso la corrente ne sia entusiasta: l'82% dei proprietari di EV ne consiglierebbe ad altri l'acquisto. Inoltre, un automobilista su due potrebbe già oggi ricaricare la vettura a casa, mentre un altro 30% ha un posto auto privato, anche se non necessariamente predisposto a ospitare una wallbox. Insomma il Belpaese sarebbe più pronto all'elettrico di ciò che si pensa.

Il sondaggio restituisce una fotografia dell'Italia che viaggia. La risposta più massiccia è arrivata dalla Lombardia, con quasi 2 mila questionari compilati (oltre 1.600 dei quali da Milano), seguita dal Piemonte e dal Lazio. La maggioranza di chi ha risposto alla nostra indagine percorre tra 10 e 25 mila chilometri l'anno, muovendosi principalmente tra città ed extraurbano. È un uso intenso, trasversale, che spiega perché la flessibilità tecnologica sia un requisito così sentito.

In definitiva, l'automobilista italiano di oggi non è un conservatore per principio, ma un pragmatico per necessità. Chiede chiarezza, onestà nei prezzi e una tecnologia che faciliti la vita invece che complicarla. In un mondo che corre verso l'automazione totale e la virtualizzazione dell'esperienza, il guidatore reclama il suo posto al centro di ogni viaggio. Forse, il vero lusso di domani non sarà un processore più veloce o uno schermo più grande, ma il diritto di scegliere un'auto che sappia parlare al nostro cuore prima ancora che al nostro smartphone.




IL RAZIONALE PRUDENTE. Cambia l'auto soltanto quando è veramente necessario, preferendo tecnologie già conosciute. Fondamentale, per lui, il rapporto tra prezzo, affidabilità e costi di gestione.


IL PRAGMATICO DELL'IBRIDO. È aperto al cambiamento e vede nel mild e full hybrid la soluzione ideale. Non disdegna il plug-in, ma solo se può caricarlo con facilità. Vuole equilibrio, non eccessi.


IL CONVINTO DELL'ELETTRICO. Non ha scelto una EV per ideologia, ma per convenienza. E, però, è molto soddisfatto della sua auto, pur conscio del fatto che l'elettrico non può essere una scelta adatta a tutti.
È interessante notare come chi ha già fatto il salto verso la corrente ne sia entusiasta: l'82% dei proprietari di EV ne consiglierebbe ad altri l'acquisto.

Questo dato mi pare molto interessante e trova conferma in tutti quelli passati all'elettrico che conosco.

ChS

#6976
Citazione di: Homer il Ieri alle 16:19:21abbi pazienza ma la corrente elettrica non è aumentata con il conflitto? è un articolo del cazzo perchè è totalmente privo di basi logiche e scientifiche... Peraltro carvago è una piattaforma che vende auto usate...  il fatto che ci sia stato un aumento di BEN il 3,7% di richieste cosa dovrebbe dimostrare?
E' aumentata molto meno del gas che rappresenta un enorme problema per l'Italia in quanto collegato alla corrente stessa.
Per com'è strutturato il mercato elettrico, che funziona attraverso il meccanismo del prezzo marginale, è la fonte più costosa a fissare il prezzo all'ingrosso dell'elettricità. In genere, questa fonte è il gas fossile, ma il dato varia moltissimo da Paese a Paese: dall'inizio del 2026 il gas ha fissato il prezzo dell'elettricità per il 15% delle ore in Spagna – che dal 2019 ha investito massicciamente sulle energie rinnovabili, permettendo un disaccoppiamento di fatto –, dato che sale al 40% in Germania e al 42% nei Paesi Bassi. In Italia, arriva invece all'89%.

Homer

Citazione di: ChS il Oggi alle 14:06:53E' aumentata molto meno del gas, aumento di circa 80% per il gas e circa il 40% della corrente quindi una bella differenza

quante macchine vanno a gas? meno delle elettriche...
Il gasolio è aumentato di meno del 30%...
Giorgio (TO, 46, 110, 75, 150)
   Opel Mokka 1.5D Elegance 2022
   Suzuki Vitara 1.6 HT 1989
   Triumph Tiger 1200 Rally Pro 2023

mauring

Sono tutti discorsi prematuri, bisogna vedere quanto dura questa situazione di blocco energetico. Potrebbe risolversi tutto a breve come no.

Se durerà per vari mesi saranno casini con tutti i tipi di energia, non si salverà niente.

Dicono già che si intravvede all'orizzonte un problema anche con gli aerei perché il cherosene scarseggia e non arrivano rifornimenti.

DoguiPlus

semplicemente oggi pago i trasporti un 10% secco in più rispetto a 2 mesi fà.
su alcuni prodotti poveri sono un sacco di soldi.

Io nel mio piccolo cercherò di razionalizzare tutto, fare meno km e usare più l'elettrica (anche se ho il problema che non riesco a posteggiarla in giro).

La gente non si è resa conto che è come col covid  e ci sarà un crisi pesante.

Lui e le sue bombette su Hormuzz....