... Pilelli, cadendo nel più classico luogo comune ;D
http://www.lastampa.it/2015/03/22/economia/accordo-per-pirelli-i-cinesi-nuovi-soci-forti-oEaDfbJNC34kdHAbVmdPXI/pagina.html
che gran manager tronchetti provera,o fa fallire le aziende o le vende all'estero...un genio,che senza averci mai messo una lira o un minimo rischio,riesce a rovinare intere famiglie,se non le basi dell'industria italiana stessa....mi fermo qui,oggi sono in buona!
Peccato che ho appena preso le gomme per il CB... averlo saputo prima l'avrei boicottata :P
Cmq è l'ultimo treno di Pilelli che compro.
si parla di una cessione del 6 % delle quote ...
Mai comprate, non mi sono mai piaciute e il mio socio si è tanto lamentato di un paio di treni che ha avuto
la festa del qualunquismo
Citazione di: MRC il Marzo 23, 2015, 09:07:31
Mai comprate, non mi sono mai piaciute e il mio socio si è tanto lamentato di un paio di treni che ha avuto
Io invece mi sono sempre trovato bene con la moto, e anche con le invernali (ma preferisco le Fulda, che costano meno e vanno bene lo stesso).
Citazione di: fabrizio.b il Marzo 23, 2015, 09:07:08
si parla di una cessione del 6 % delle quote ...
Basterebbe anche lo 0.1, se è quello che ti fa superare il 50%...
Io non mi sono mai trovato bene. Fantastiche da nuove ma con una forte tendenza a cristallizzare.
Il che, per uno come me che fa poca strada, significa buttare il treno dopo 3-4 anni con più di metà battistrada.
è la globalizzazione , se poi ci aggiungiamo la convenienza economica nell'acquistare per gli stranieri eccellenze tecnologiche ed industriali a prezzi stracciati non c'è nulla di cui stupirsi .
Piuttosto che Pirelli ai cinesi a me preoccupa assai che la maggior azienda italiana di valutazione su Pmi sia di proprietà di un fondo azionario finlandese . In poche parole , i dati sensibili di circa 10.000.000 di attività economiche italiane sono in mani straniere .
Anche questa è globalizzazione .
Citazione di: fabrizio.b il Marzo 23, 2015, 09:38:23
è la globalizzazione , se poi ci aggiungiamo la convenienza economica nell'acquistare per gli stranieri eccellenze tecnologiche ed industriali a prezzi stracciati non c'è nulla di cui stupirsi .
Piuttosto che Pirelli ai cinesi a me preoccupa assai che la maggior azienda italiana di valutazione su Pmi sia di proprietà di un fondo azionario finlandese . In poche parole , i dati sensibili di circa 10.000.000 di attività economiche italiane sono in mani straniere .
Anche questa è globalizzazione .
Se è per questo anche la digitalizzazione del catasto immobiliare è finita subappaltata ad una ditta albanese.
Ergo inutile scandalizzarsi
Bòn, non mi scandalizzo ma non compro Pirelli di proprietà cinese, potrò fare il cazzo che mi pare coi miei soldi? :P
Citazione di: fabrizio.b il Marzo 23, 2015, 09:07:08
si parla di una cessione del 6 % delle quote ...
a me pare che i cinesi andrebbero al 65% dall'articolo
cmq...cerchiamo di metterci d'accordo (non x te parlo del qualunquismo imperante)
1) prima cerchiamo investimenti stranieri
2) cinesi che comprano non va bene
3) fiat che compra Chrysler non va bene
4) nazionalizzare non va bene (che poi lo stato ci mette i nostri soldi)
forse si dovrebbe fare pace col cervello
Pirelli diventa cinese, come Volvo, che malgrado tutto continua ad essere fonte dei venerazione; Land Rover e Jaguar sono indiane, e non sono mai andate così bene. PSA per sopravvivere ha come azionista di maggioranza un'azienda cinese. Così va il mondo.
Citazione di: baranzo il Marzo 23, 2015, 10:11:19
Pirelli diventa cinese, come Volvo, che malgrado tutto continua ad essere fonte dei venerazione; Land Rover e Jaguar sono indiane, e non sono mai andate così bene. PSA per sopravvivere ha come azionista di maggioranza un'azienda cinese. Così va il mondo.
Famiglia Peugeot, Dongfeng Motor e Stato francese entrambi al 14% ... altri 51.8%, tra cui investitori istituzionali stranieri e francesi, oltre al 2.6% in mano ai dipendenti e il 3.6% in autocontrollo ... i cinesi non hanno la maggioranza ;)
http://fr.wikipedia.org/wiki/PSA_Peugeot_Citro%C3%ABn
Citazione di: ChB il Marzo 23, 2015, 10:22:43
Famiglia Peugeot, Dongfeng Motor e Stato francese entrambi al 14% ... altri 51.8%, tra cui investitori istituzionali stranieri e francesi, oltre al 2.6% in mano ai dipendenti e il 3.6% in autocontrollo ... i cinesi non hanno la maggioranza ;)
http://fr.wikipedia.org/wiki/PSA_Peugeot_Citro%C3%ABn
Maggioranza relativa, alla pari con stato e famiglia :P ;)
Citazione di: Mark Mc Cormick il Marzo 23, 2015, 10:05:18
a me pare che i cinesi andrebbero al 65% dall'articolo
cmq...cerchiamo di metterci d'accordo (non x te parlo del qualunquismo imperante)
1) prima cerchiamo investimenti stranieri
2) cinesi che comprano non va bene
3) fiat che compra Chrysler non va bene
4) nazionalizzare non va bene (che poi lo stato ci mette i nostri soldi)
forse si dovrebbe fare pace col cervello
Cara grazia che c'è qualcosa che vuole essere comprato.....sarebbe ben peggio il contrario...dover elemosinare i soldi a qualche thai pazzo...
Citazione di: fabrizio.b il Marzo 23, 2015, 09:38:23
è la globalizzazione ,
...
Anche questa è globalizzazione .
Decenni fa c'erano dei gruppi "no global" che volevano stroncare sul nascere questa deriva mondiale verso un mondo fatto di ricchi sfondati e poveri in canna schiavi di essi, senza via di mezzo.
Ma furono presi per il culo, additati come idioti nullafacenti fancazzisti che nulla capivano di economia, di mercati, di interazioni tra nazioni.
Invece il loro punto di vista appare oggi tutt'altro che assurdo, anzi, appare ogni giorno sempre piu' intelligente e lungimirante.
Citazione di: Mark Mc Cormick il Marzo 23, 2015, 10:05:18
a me pare che i cinesi andrebbero al 65% dall'articolo
cmq...cerchiamo di metterci d'accordo (non x te parlo del qualunquismo imperante)
1) prima cerchiamo investimenti stranieri
2) cinesi che comprano non va bene
3) fiat che compra Chrysler non va bene
4) nazionalizzare non va bene (che poi lo stato ci mette i nostri soldi)
forse si dovrebbe fare pace col cervello
Infatti, è il solito discorso. Per tutta una serie di ragioni si è lasciata aperta la porta della stalla e sono scappati i buoi.
Poi, quando è anche la mucca ad andarsene, ah, allora non va bene e si grida allo scandalo.
Abbiamo voluto difendere a tutti i costi l'italianità dell'industria dell'auto, traghettando Lancia, Innocenti ed Alfa Romeo in mano FIAT, e abbiam visto come è finita.
Pezzi importanti della nostra industria sono finiti all'estero da un po', Pirelli è solo l'ultima della lista. Mi vengono in mente Fiat Ferroviaria, alcuni marchi storici della moda, il settore degli elettrodomestici e Nuovo Pignone.
In altri settori, come la chimica, l'elettronica di consumo o l'informatica, abbiamo semplicemente rinunciato a competere, svendendo o chiudendo le aziende. Eppure il polipropilene ed il mitico "Programma 101" sono nati in Italia. Infine alcuni imprenditori hanno ben pensato di approfittare delle privatizzazioni per infilarsi in qualche settore protetto, vedi Benetton con le autostrade o lo stesso Tronchetti Provera con Telecom, fin che è durata. Quando siamo stati noi a voler comprare all'estero (vedi Fiat con Citroen o Pirelli stessa con Continental) non è che ci hanno accolto con i sorrisi.
Accanto ad una Pirelli ci sono aziende straniere che stanno facendo shopping di PMI, approfittando di imprenditori che stanno gettando la spugna o hanno problemi di liquidità.
IMHO non possiamo lamentarci di una situazione in cui ci siamo cacciati da soli per mancanza di una politica industriale seria.
Citazione di: Phormula il Marzo 23, 2015, 10:37:52
Infatti, è il solito discorso. Per tutta una serie di ragioni si è lasciata aperta la porta della stalla e sono scappati i buoi.
Poi, quando è anche la mucca ad andarsene, ah, allora non va bene e si grida allo scandalo.
Abbiamo voluto difendere a tutti i costi l'italianità dell'industria dell'auto, traghettando Lancia, Innocenti ed Alfa Romeo in mano FIAT, e abbiam visto come è finita.
Pezzi importanti della nostra industria sono finiti all'estero da un po', Pirelli è solo l'ultima della lista. Mi vengono in mente Fiat Ferroviaria, alcuni marchi storici della moda, il settore degli elettrodomestici e Nuovo Pignone.
In altri settori, come la chimica, l'elettronica di consumo o l'informatica, abbiamo semplicemente rinunciato a competere, svendendo o chiudendo le aziende. Eppure il polipropilene ed il mitico "Programma 101" sono nati in Italia. Infine alcuni imprenditori hanno ben pensato di approfittare delle privatizzazioni per infilarsi in qualche settore protetto, vedi Benetton con le autostrade o lo stesso Tronchetti Provera con Telecom, fin che è durata. Quando siamo stati noi a voler comprare all'estero (vedi Fiat con Citroen o Pirelli stessa con Continental) non è che ci hanno accolto con i sorrisi.
Accanto ad una Pirelli ci sono aziende straniere che stanno facendo shopping di PMI, approfittando di imprenditori che stanno gettando la spugna o hanno problemi di liquidità.
IMHO non possiamo lamentarci di una situazione in cui ci siamo cacciati da soli per mancanza di una politica industriale seria.
concordo su tutto
Citazione di: mauring il Marzo 23, 2015, 10:36:56
Decenni fa c'erano dei gruppi "no global" che volevano stroncare sul nascere questa deriva mondiale verso un mondo fatto di ricchi sfondati e poveri in canna schiavi di essi, senza via di mezzo.
Ma furono presi per il culo, additati come idioti nullafacenti fancazzisti che nulla capivano di economia, di mercati, di interazioni tra nazioni.
Invece il loro punto di vista appare oggi tutt'altro che assurdo, anzi, appare ogni giorno sempre piu' intelligente e lungimirante.
questi avevano come idoli paesi come venezuela , argentina e russia se ben ricordo..
bè i manager nostrani vanno forte con l'estero!
https://www.youtube.com/watch?v=D5FSE_m3OOU
(e probabilmente questo si intende anche di vino...) ;D ;D
Citazione di: Mark Mc Cormick il Marzo 23, 2015, 11:13:45
questi avevano come idoli paesi come venezuela , argentina e russia se ben ricordo..
Oppure sognavano il ritorno ad un mondo bucolico, senza fabbriche ed inquinamento, come quelli che dicevano che l'Italia si doveva deindustrializzare per diventare il giardino d'Europa.